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Anche se nel calendario federale mancano ancora alcune
manifestazioni nazionali in programma a Passo Rolle, la stagione
sciistica per quel che riguarda il comitato provinciale di
Rovigo può definirsi conclusa.
Nel complesso è stata una buona stagione che purtroppo potrebbe
anche essere l'ultima in autonomia; infatti dovessero essere
confermate le indicazioni dei vertici nazionali, tutti i
comitati con meno di 500 tesserati (come Rovigo) sarebbero
commissariati ed accorpati ad altri (nel caso leggi Padova). Per
il presidente Fisi provinciale Leonardo Prearo potrebbe quindi
arrivare la fine anticipata del mandato, prima della scadenza
prevista nell'anno olimpico. In vista di questa possibilità
da un paio di anni l'attività agonistica rivolta soprattutto ai
giovani è fatta interagendo con il comitato patavino e per la
prima volta quest'anno oltre allo sci club Valmolin, con il suo
presidente Mauro Bello che da sempre collabora attivamente con
Flaviano Buratto presidente di Padova, si è vista la
partecipazione di giovani e meno giovani degli sci club 2 Torri
e Rosa Alpina. Il Valmolin ha anche organizzato con pieno
successo una tappa del "Trofeo Città di Padova",
manifestazione rivolta agli sciatori di tutte le categorie dei
due comitati del basso veneto con un occhio di riguardo
soprattutto per i giovanissimi, tanto che nell'ultima prova
erano al cancelletto 74 bambini fra i 7 e gli 11 anni. Quindi
tutto bene? A dir il vero no. Ha lasciato di stucco tutti
gli addetti ai lavori rodigini e non il fatto che il comitato di
Rovigo nella figura del Presidente, abbia messo in calendario a
gennaio 2003 il trofeo Rosa Alpina (una sorta di gara-festa
provinciale disputata a Falcade) esattamente nella stessa data
(2 marzo) in cui fin da luglio 2002 erano programmati i
campionati provinciali federali a San Vito di Cadore, non
accettando di variare la data o al 23 febbraio o al 9 marzo
benché disponibili. Così le forze rodigine - come se potessero
permetterselo - si sono disperse su due fronti e vien logico
pensare - dopo tutti i tentativi di conciliare le parti - che si
sia trattato di una manovra premeditata in modo da escludere il
Valmolin dalla competizione. Questo perché il club di Arquà da
alcune stagioni insidia proprio il Rosa Alpina nella conquista
del trofeo, tanto che nelle ultime due stagioni questo club
vinse dopo la squalifica di due bambini (Giulio Valente nel 2001
e Federica Artusi nel 2002) senza riscontri tangibili e senza
che gli atleti (bambini) potessero ovviamente difendersi con la
"forza" di un adulto. La partecipazione del Valmolin
alla manifestazione di San Vito di Cadore, inserita in un
circuito ben più ampio in collaborazione con la FISI di Padova,
anzichè alla più ristretta di Falcade del trofeo rodigino, non
è stato - a detta della dirigenza del Valmolin - un atto
di boicottaggio nei confronti del Rosa Alpina, ma
rappresenta un momento di crescita agonistica degli iscritti, ed
anche un atto di rispetto per chi si sta dando tanto da fare per
lo sci come Flaviano Buratto, presidente della FISI di Padova.
Un'idea la sua che merita di essere pienamente supportata.
Infatti anni di "settimane bianche" e di gare dove la
cosa più importante era il salame da affettare alla fine o la
coppa più bella da far vincere ai tesserati del proprio club,
invece del contenuto tecnico, hanno allontanato un'intera
generazione dalla Federazione rodigina impossibilitata da mille
paletti ad operare anche nella scuola. I ragazzi, come in tutti
gli altri sport, hanno la necessità di confrontarsi, di
sentirsi protagonisti, partecipando con passione a tutte le
manifestazioni. Adesso i bambini rodigini partecipanti alla
manifestazione patavina, oltre alle premiazioni di tappa,
saranno protagonisti a metà maggio di una festa loro dedicata.
Indubbiamente un modo diverso di concepire la divulgazione di
questo sport fra i giovanissimi che saranno il futuro di questa
disciplina.Fatte queste lunghe considerazioni è brutto vedere
questa guerra fra i poveri, come è stata riportata da altra
stampa cittadina, senza che fosse ammesso diritto di replica ad
ambo le parti. E' certamente importante saper perdere ma dopo
essere in grado di competere ad armi pari, ma qualcuno ha fatto
cadere sentenze da un pulpito da cui non può arrivare una
predica.
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