12 Marzo 2003

 
Il Resto del Carlino (Anteprima)
 
Anche se nel calendario federale mancano ancora alcune manifestazioni nazionali in programma a Passo Rolle, la stagione sciistica per quel che riguarda il comitato provinciale di Rovigo può definirsi conclusa.
Nel complesso è stata una buona stagione che purtroppo potrebbe anche essere l'ultima in autonomia; infatti dovessero essere confermate le indicazioni dei vertici nazionali, tutti i comitati con meno di 500 tesserati (come Rovigo) sarebbero commissariati ed accorpati ad altri (nel caso leggi Padova). Per il presidente Fisi provinciale Leonardo Prearo potrebbe quindi arrivare la fine anticipata del mandato, prima della scadenza prevista nell'anno olimpico.  In vista di questa possibilità da un paio di anni l'attività agonistica rivolta soprattutto ai giovani è fatta interagendo con il comitato patavino e per la prima volta quest'anno oltre allo sci club Valmolin, con il suo presidente Mauro Bello che da sempre collabora attivamente con Flaviano Buratto presidente di Padova, si è vista la partecipazione di giovani e meno giovani degli sci club 2 Torri e Rosa Alpina. Il Valmolin ha anche organizzato con pieno successo una tappa del "Trofeo Città di Padova", manifestazione rivolta agli sciatori di tutte le categorie dei due  comitati del basso veneto con un occhio di riguardo soprattutto per i giovanissimi, tanto che nell'ultima prova erano al cancelletto 74 bambini fra i 7 e gli 11 anni. Quindi tutto bene? A dir il vero no. Ha  lasciato di stucco tutti gli addetti ai lavori rodigini e non il fatto che il comitato di Rovigo nella figura del Presidente, abbia messo in calendario a gennaio 2003 il trofeo Rosa Alpina (una sorta di gara-festa provinciale disputata a Falcade) esattamente nella stessa data (2 marzo) in cui fin da luglio 2002 erano programmati i campionati provinciali federali a San Vito di Cadore, non accettando di variare la data o al 23 febbraio o al 9 marzo benché disponibili. Così le forze rodigine - come se potessero permetterselo - si sono disperse su due fronti e vien logico pensare - dopo tutti i tentativi di conciliare le parti - che si sia trattato di una manovra premeditata in modo da escludere il Valmolin dalla competizione. Questo perché il club di Arquà da alcune stagioni insidia proprio il Rosa Alpina nella conquista del trofeo, tanto che nelle ultime due stagioni questo club vinse dopo la squalifica di due bambini (Giulio Valente nel 2001 e Federica Artusi nel 2002) senza riscontri tangibili e senza che gli atleti (bambini) potessero ovviamente difendersi con la "forza" di un adulto. La partecipazione del Valmolin alla manifestazione di San Vito di Cadore, inserita in un circuito ben più ampio in collaborazione con la FISI di Padova, anzichè alla più ristretta di Falcade del trofeo rodigino, non è stato  - a detta della dirigenza del Valmolin - un atto di boicottaggio nei confronti del Rosa Alpina, ma
rappresenta un momento di crescita agonistica degli iscritti, ed anche un atto di rispetto per chi si sta dando tanto da fare per lo sci come Flaviano Buratto, presidente della FISI di Padova. Un'idea la sua che merita di essere pienamente supportata. Infatti anni di "settimane bianche" e di gare dove la cosa più importante era il salame da affettare alla fine o la coppa più bella da far vincere ai tesserati del proprio club, invece del contenuto tecnico, hanno allontanato un'intera generazione dalla Federazione rodigina impossibilitata da mille paletti ad operare anche nella scuola. I ragazzi, come in tutti gli altri sport, hanno la necessità di confrontarsi, di sentirsi protagonisti, partecipando con passione a tutte le manifestazioni. Adesso i bambini rodigini partecipanti alla manifestazione patavina, oltre alle premiazioni di tappa, saranno protagonisti a metà maggio di una festa loro dedicata. Indubbiamente un modo diverso di concepire la divulgazione di questo sport fra i giovanissimi che saranno il futuro di questa disciplina.Fatte queste lunghe considerazioni è brutto vedere questa guerra fra i poveri, come è stata riportata da altra stampa cittadina, senza che fosse ammesso diritto di replica ad ambo le parti. E' certamente importante saper perdere ma dopo essere in grado di competere ad armi pari, ma qualcuno ha fatto cadere sentenze da un pulpito da cui non può arrivare una predica.